Organismo per la Composizione delle Crisi da Sovraindebitamento

Nuovi istituti e modalità di risoluzione delle problematiche connesse all’indebitamento.

L’Organismo per la Composizione delle Crisi da sovraindebitamento è un ente terzo, imparziale e indipendente al quale ciascun debitore, tra quelli legittimati, può rivolgersi al fine far fronte all’esposizione debitoria con i propri creditori.

Ad esempio anche l’ordine degli avvocati di roma ha costituito un proprio organismo.

https://www.ordineavvocatiroma.it/occ/


Cosa si intende per sovraindebitamento?

La Legge n.3/2012 lo qualifica come “una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente“.


Cosa è la composizione della crisi da sovraindebitamento?

I soggetti sovra-indebitati che non possono utilizzare le procedure concorsuali, e che quindi sono esposti alle azioni esecutive promosse individualmente dai creditori, possono provare a risolvere la crisi da sovra-indebitamento e cercare di ottenere l’esdebitazione.


Possono accedervi:

  • consumatore imprenditore agricolo;
  • c.d. start up innovativa;
  • imprenditore sotto soglia art 1 LF (negli ultimi 3 esercizi prima del deposito della istanza di fallimento: un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad € 300.000,00 (trecentomila), ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila, ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila);
  • imprenditore sopra soglia art 1 LF ma con debiti inferiori ad € 30.000,00 (trentamila); imprenditore cessato;
  • socio illimitatamente responsabile;
  • professionisti, artisti e altri lavoratori autonomi;
  • società professionali ex L. 183/2011;
  • associazioni professionali o studi professionali associati;
  • società semplici costituite per l’esercizio delle attività professionali;
  • enti privati non commerciali.

Chi non può accedervi?

  • L’imprenditore soggetto ad altre procedure concorsuali;
  • Chi, nei 5 anni precedenti, ha già fatto ricorso ad una procedura per sovraindebitamento;
  • Chi ha subito provvedimenti di revoca, risoluzione o annullamento dell’accordo di ristrutturazione o del piano del consumatore;
  • Chi presenta una documentazione incompleta o insufficiente a ricostruire la situazione economica.

Una volta ricevute le domande di avvio del procedimento e, valutato il rispetto dei presupposti normativi, l’Organismo per la Composizione delle Crisi nomina un professionista (“Gestore della crisi”) che, a seguito di esame della documentazione prodotta, assisterà il debitore nella ristrutturazione dei debiti e conseguente soddisfazione dei crediti.

Il debitore, eventualmente con l’assistenza di un Legale di fiducia, sotto il controllo del Tribunale – può alternativamente:

a) formulare una proposta di accordo con i Creditori, ai quali viene proposto un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti. L’accordo è raggiunto se sono favorevoli creditori che rappresentano almeno il 60% del debito;

b) proporre – solo se riveste la qualifica di Consumatore – un piano di ristrutturazione dei debiti; funziona come l’accordo, ma non è necessario il parere favorevole dei creditori ed è riservato esclusivamente a debiti che non riguardano una attività professionale in corso;

c) chiedere la liquidazione del patrimonio: il debitore e il Gestore individuano i beni da vendere e destinano il ricavato al pagamento in tutto o in parte dei debiti.

Qual è l’obiettivo?

Il vantaggio per chi si avvale di queste procedure è l’esdebitazione rispetto a tutti i crediti anteriori alla proposta di accordo del debitore o al piano del consumatore; si può ottenere pertanto la liberazione di tutti i debiti pregressi.

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